domenica 13 marzo 2022

Studio archeometrico di alcune terrecotte dipinte provenienti dal santuario di Ercole di Alba Fucens

In questo post riporto un'interessante studio archeometrico relativo al sito archeologico di Alba Fucens (Abruzzo) nato dalla collaborazione dell'Universita la Sapienza di Roma e la Soprintendenza alle belle arti della Marsica e a cui ha partecipato mia figlia Gilda. Lo pubblico su questo blog perche' si tratta comunque di una lavoro scientifico di rilievo e in un ambito non molto conosciuto dal grande pubblico come quello dell'archeometria o anche Science for archeology. Di seguito un breve riassunto dell'articolo e poi il link alla rivista Minerals su cui e' stato pubblicato. Nel periodo che va dal VII al I secolo aC, le superfici esterne degli edifici civili e sacri in Italia erano prevalentemente decorati con terrecotte. Lo scopo di questo studio archeometrico è stato quello di determinare le caratteristiche e il livello tecnologico raggiunto dagli antichi produttori di ceramiche dipinte provenienti dal santuario di Ercole nel sito archeologico di Alba Fucens (Abruzzo, Italia Centrale). I materiali studiati sono di buona manifattura, e probabilmente provengono da un tempio etrusco-italico, costruito subito dopo l'insediamento della colonia. Per questo lavoro è stato utilizzato un approccio multi-analitico comprendente la diffrazione a raggi X (XRPD), μ-Raman e fluorescenza a raggi (XRF) per determinare la composizione mineralogica della terracotta e per identificare i pigmenti con cui queste erano decorate. Si e’ stabilito che le terrecotte studiate sono state decorate con pigmenti pregiati come il blu egizio e una tavolozza di colori comuni nel periodo romano dal terzo  al primo secolo aC. Il pigmento rosso per esempio e’ stato ottenuto utilizzando ematite, e la sua tonalità modificata attraverso l’uso del bianco lime e forse di bianco piombo. Per il pigmento nero, i risultati analitici purtroppo non hanno consentito di determinare con certezza la sua origine (animale o vegetale). Nonostante i pochi colori utilizzati, si è  notato l’uso di diverse sfumature per ognuno dei colori utilizzatri. Nel caso del blu egizio, ad esempio, si e’ visto come l'artista sia passato da una tonalità brillante ad una opaca, modulando il colore con il bianco (piombo bianco o calcite) o nero (ossido di manganese). La composizione mineralogica della ceramica ha permesso di stimare una temperatura di cottura inferiore agli 800 °C a causa della presenza in essa di illite-calcite e assenza di fasi neoformative come gehlenite e diopside. Infine, la presenza di depositi alluvionali e lacustri affioranti nell'area del Fucino suggerisce una provenienza locale delle materie prime utilizzati. Le analisi μ-Raman e XRF  sembrano indicare la presenza di uno strato bianco di calcite e piombo utilizzato come primer steso sulle terrecotte prima dell'applicazione dei pigmenti, anche se per confermarlo e’ necessario eseguire un’analisi stratigrafica dello strato pittorico della terracotta. I risultati preliminari di questo studio fanno parte di un progetto più ampio e verranno convalidati e ulteriormente integrati in futuro.


Campioni analizzati


Link: 
https://www.mdpi.com/2075-163X/12/3/346


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