giovedì 2 gennaio 2020

Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile - Un luogo da visitare



Con l'approvazione di mia figlia Gilda, e' con grande piacere che pubblico 2 suoi lavori relativi alle Basiliche paleocristiane di Cimitile in provincia di Napoli. Il primo e' uno studio sul degrado di alcuni elementi presenti nelle Basiliche mentre il secondo e' una presentazione sul lavoro di restauro effettuato nel 2004 sugli affreschi nella Cappella dei Santi Martiri.    
Prima di lasciare spazio ai lavori di mia figlia, voglio riportare le foto di alcuni frammenti di pavimentazione in opus sectile che mi hanno colpito per la loro bellezza e che ho fotografato nell'abside della Basilica Nova realizzata da Paolino, e subito dopo una possibile spiegazione del perche' al nome di San Felice, patrono di Cimitle sia stata aggiunto l'aggetivo "in Pincis".  





Come detto si tratta di pavimentazione in opus sectile a base marmorea a motivi complessi. 

Della pavimentazione si conservano i resti di cinque formelle disposte in senso est-ovest e con perfettamente allineate, circondate lateralmente da lastre marmoree di reimpiego e da una moderna pavimentazione in cemento. Le tre formelle centrali, accomunate dallo stesso motivo decorativo, sono costituite da un quadrato curvilineo aperto in giallo antico al centro del quale si trovano cerchi in porfido verde, listellati in giallo antico (formelle 2 e 4), o con un quadrato in giallo antico iscritto (formella 3). I quarti angolari, in pavonazzetto brecciato, listellati alternativamente in porfido rosso e verde, sono decorati da elementi decorativi bilobati e da elementi “gigliati” estroflessi, formati da uno scudo in pavonazzetto e da piccole volute in porfido verde e sormontati da una punta di lancia in porfido rosso. L’effetto complessivo della decorazione, ottenuta dall’unione di quattro formelle, è quello di ampie circonferenze decorate da motivi quadrilobati alternati ad elementi gigliati. Al centro è inserita una stella di quattro punte in porfido verde decorata da un dischetto in giallo antico. Le formelle esterne  presentano una stella a quattro punte in giallo antico bordata da listelli alternativamente in porfido verde e rosso. Al centro delle stelle è inserito un disco in porfido verde con un quadrato in giallo antico iscritto. Gli spazi angolari di risulta sono decorati da motivi floreali lobati e cuoriformi bordati da listelli in porfido verde. All’interno dei petali cuoriformi è inserito un motivo gigliato, costituito da due piccole volute e da un punta di lancia in porfido rosso. L’effetto complessivo è quello di una composizione formante ottagoni decorati da motivi floreali ad otto petali dei quali quattro lobati e quattro cuoriformi. Attorno alle formelle in sectile, lungo l’emiciclo dell’abside e nelle conche laterali, sono inserite delle lastre rettangolari di marmi diversi di reimpiego. Si riconoscono, in particolare, lastre in verde antico, giallo antico, in marmi bianchi e, probabilmente, in africano. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, lo spessore delle lastre non è uniforme, ma variante: lastre in pavonazzetto cm 0.6-1.4, lastre in porfido rosso cm 1.5, lastre in porfido verde cm 1-2.5, lastre in giallo antico cm 1. I singoli elementi marmorei, inoltre, risultano dalla connessione, generalmente grossolana, di più lastrine dello stesso materiale. Per quanto concerne la sintassi del pavimento, è possibile che le formelle in sectile a motivi complessi fossero utilizzate come motivo decorativo centrale della trichora, in corrispondenza dell’altare.

Voglio chiudere questo breve post riportando l'attenzione del lettore ai pavimenti con disegni analoghi che ho ritrovato ad Ostia, Castellamare di Stabia e Pompei come e' possibile vedere dalle foto qui riportate. 









Passiamo adesso all'aggettivo in Pincis.
Il Santo intorno alla cui tomba Paolino costrui il complesso basilicale di Cimitile, e’ Felice. La vita del prete Felice  è narrata dallo stesso Paolino. Nato a Nola nel III secolo da un ricco padre di origini Siriane, Felice aveva sofferto le persecuzioni ed era stato imprigionato, torturato e poi liberato miracolosamente da un angelo che lo aveva condotto in un luogo deserto (per questo, pur non essendo stato ucciso è stato venerato da sempre come martire). Grazie alla pace costantiniana Felice rientro’ nella diocesi di Nola. Qui, pur essendo stato indicato come successore dal vescovo Massimo, alla morte di questi rifiutò l'elezione e visse in povertà fino alla fine dei suoi giorni. Venne sepolto nell’allora Coemeterium di Nola, l’attuale Cimitile.
Inizialmente il Santo venne indicato come San Felice prete e martire come si puo’ constatare dagli stessi Carmi che San Paolino scrisse per diversi anni in suo onore.
Eppure oggi oltre a « prete e martire » al nome di Felice si aggiunge « in Pincis ». Come mai? Di ipotesi negli anni ne sono state fatte diverse, ma quella che secondo noi e’ la piu’ accreditata e’ la seguente.        
A Roma gia’ a partire dall’anno 772 dC quando era papa Adriano I (come da nostra ricerca su testi antichi), e’ attestata la presenza di una chiesa dedicata a « San Felicis » alle falde del colle Pincio cosi chiamato dal nome del Senatore Pincio che ivi costrui’ un sontuoso palazzo detto poi in Pincis (Domus Pincy nel’immagine sottostante che riporta il colle Pincio ai tempi della Roma dei papi). 



Di seguito il frontespizio di uno dei diversi libri pubblicati tra il 1500 e il 1700 che riporta la presenza della chiesa di San Felice in Roma ai tempi dei papi Adriano I, e Benedetto III 






Il restauro degli affreschi della Cappella dei SS Martiri nel complesso Basilicale di Cimitile



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